Giovanni Scognamiglio (SeA): i pericoli delle vie di Roma

Giovanni Scognamiglio (SeA): i pericoli delle vie di Roma

Una riflessione a proposito dell’intervista rilasciata da Giovanni Scognamiglio (SeA) alla redazione di Leggo

Lo scorso novembre, Giovanni Scognamiglio, direttore operativo di “Sicurezza e Ambiente“, ha rilasciato un’interessante intervista alla redazione di Leggo. Leggendo l’articolo dedicato non si può fare a meno di restare colpiti dalle sue parole. E di riflettere così sugli effettivi pericoli corsi dagli utenti che percorrono le strade romane.

La Capitale infatti al momento risulta essere sprovvista dell’ausilio di specialisti della sicurezza stradale. Specialmente nell’adeguato ripristino delle condizioni di sicurezza della circolazione a seguito di incidente. Una situazione surreale, che va avanti da ormai molti anni; con grandissimi rischi sia per l’ambiente che per i cittadini.

Ma cosa accade dunque oggi in caso di incidente sulle vie romane? Il direttore operativo di “Sicurezza e Ambiente“, Giovanni Scognamiglio, lo spiega in modo magistrale. “Nella maggior parte dei casi si utilizzano, come nel Medioevo, tecniche rudimentali come segatura o gesso; in barba alle più elementari norme ambientali. Può capitare che strade vengano chiuse anche per giorni in attesa di una pulizia a fondo da parte dell’Ama; che nel suo appalto non ha la competenza del post – incidenti”.

L’annosa questione delle radici e delle buche pericolose

Tutto ciò ha inevitabilmente ripercussioni nel determinare la pericolosità delle strade della Capitale. Oltre alla mancanza di protocolli operativi volti alla tutela ambientale e alla sicurezza stradale, bisogna considerare anche la questione del disfacimento del manto stradale. Una problematica purtroppo ben nota a tutti quegli utenti della strada che quotidianamente si trovano a percorrere le vie romane.

Innumerevoli sono infatti le istanze presentate dai cittadini alle amministrazioni locali a proposito delle voragini che caratterizzano le carreggiate di Roma. Per non parlare poi della cattiva gestione del patrimonio arboreo della Capitale; un problema questo che comporta il disfacimento del manto stradale in prossimità degli alberi più grandi.

In virtù di tutto ciò, possiamo quindi dire che Roma ha strade pericolose? “Assolutamente sì, ma questo dipende anche dagli incidenti stradali”. Così risponde Giovanni Scognamiglio, direttore operativo di “Sicurezza e Ambiente“. E poi prosegue: “Olio e benzina a terra corrodono le leghe bituminose creando le classiche buche a terra. Ecco perché l’intervento tempestivo di specialisti del settore rappresenta un viatico per evitare anche il disfacimento del manto stradale. Tutto questo per non parlare poi dei disagi causati dalle radici dei pini. Nella Capitale, invece di risolvere il problema, si abbassano i limiti di velocità e il gioco è fatto”.

Quale futuro per le vie della Capitale?

Rispondere a questa domanda è sicuramente complicato, ma si può provare ad avanzare qualche soluzione per evitare l’avverarsi delle peggiori ipotesi. Anzitutto, occorre che l’amministrazione comunale prenda coscienza della necessità di ovviare a suddetta mancanza di specialisti; affidando così agli esperti una serie di compiti fondamentali per garantire la sicurezza di tutti gli utenti della strada. Senza però dover rinunciare alla salvaguardia ambientale e alla sostenibilità degli interventi di manutenzione e di ripristino a seguito di incidente.

Aziende come “Sicurezza e Ambiente“, ad esempio, da tempo svolgono questi incarichi con professionalità e competenza. La nostra impresa, difatti, vanta una vasta esperienza nel ridurre gli incidenti stradali causati dalla presenza di liquidi e detriti sul manto stradale; ripristinando le condizioni di sicurezza della circolazione a seguito di sinistro e raggiungendo in tempi immediati i luoghi interessati. Ma non solo.

Da anni siamo in campo per preservare l’ambiente e la salute dei cittadini; recuperando e smaltendo i rifiuti abbandonati al suolo a seguito di incidente. Applichiamo, inoltre, scrupolosi protocolli operativi e adoperiamo con macchinari all’avanguardia rigorosamente brevettati. Perché per noi essere sostenibili non è soltanto un modo di dire, ma un vero e proprio requisito fondamentale del nostro operato.

Articolo tratto dal blog di Sicurezza e Ambiente

Foto di wal_172619 liberamente tratta da Pixabay

Redazione