Visoni: l’Italia estende la sospensione all’allevamento

Visoni: l’Italia estende la sospensione all’allevamento

Per ordinanza del Ministro della Salute Roberto Speranza, l’Italia estende la sospensione all’allevamento di visoni in risposta all’emergenza Covid.

Il governo italiano ha annunciato che sospenderà ulteriormente l’allevamento di visoni destinati alla produzione di pellicce fino al 31 dicembre 2021; proprio per prevenire un’ulteriore diffusione del virus SARS-CoV-2 che finora è stato rilevato in 2 allevamenti di visoni italiani. In Italia si trovano 6 allevamenti di visoni con circa 60.000 animali; 26.000 dei quali sono stati abbattuti a seguito delle disposizioni indicate nella precedente ordinanza, pubblicata a novembre 2020, dal Ministro della Salute Roberto Speranza. Undici paesi (inclusi nove Stati Membri dell’UE) hanno ufficialmente identificato animali positivi al virus negli allevamenti di visoni: Danimarca (290 strutture); Francia (1 struttura); Grecia (23 strutture); Italia (2 strutture); Lituania (2 strutture); Paesi Bassi (69 strutture); Polonia (1 struttura); Spagna (3 strutture); Stati Uniti (16 strutture); Svezia (13 strutture). Sono stati confermati casi anche negli Stati Uniti e in Canada.

Humane Society International, attiva a livello globale per porre fine al commercio di pellicce, accoglie con favore la notizia ma incoraggia l’Italia a porre fine definitivamente all’allevamento di animali da pelliccia; nell’interesse degli animali e della salute pubblica. A gennaio, HSI ha pubblicato un white paper scientifico che evidenzia il legame tra l’allevamento di animali da pelliccia, lo scarso benessere degli animali e le malattie zoonotiche infettive.

Martina Pluda, Direttrice per l’Italia di HSI, ha dichiarato: “Mentre accogliamo favorevolmente la decisione del governo italiano di sospendere l’allevamento di visoni per affrontare l’inaccettabile rischio legato al Covid-19, lo incoraggiamo a porre fine in modo permanente a questa industria crudele e pericolosa. Il confinamento di migliaia di animali in piccole gabbie metalliche per la produzione di pellicce causa terribili sofferenze e finché lo sfruttamento di specie selvatiche, tenute a stretto contatto tra loro in condizioni di scarso benessere, sarà tollerato, il potenziale per lo sviluppo di serbatoi di agenti patogeni zoonotici perdurerà”.

“Fermare l’allevamento di visoni per i prossimi mesi per poi far ripartire queste attività in futuro, è una strategia senza senso perché si ripresenteranno gli stessi identici rischi. Il governo ha già fallito nell’intraprendere misure precauzionali efficaci; poiché la sospensione iniziale tra novembre 2020 e febbraio 2021 ha interessato solo i mesi prima del consueto inizio del ciclo produttivo, un periodo in cui l’industria è comunque inattiva”.

“Prorogare la sospensione temporanea è un passo importante; ma se l’anno prossimo il governo consentirà la ripresa delle attività degli allevamenti di visoni in Italia, metterà gli interessi commerciali di questa industria prima della salute pubblica. Ignorando inoltre la sofferenza di migliaia di animali”.

All’inizio del mese, l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare ha riferito che tutti gli allevamenti di visoni sono da considerarsi a rischio per i focolai di Covid-19. Nel gennaio 2021, una valutazione del rischio pubblicata congiuntamente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS); dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità Animale (OIE) ha riconosciuto l’Europa come una regione ad alto rischio in relazione all’introduzione e alla diffusione del virus SARS-CoV-2 negli allevamenti di animali da pelliccia. Oltre che allo spill-over dagli allevamenti agli esseri umani e alla trasmissione del virus dagli allevamenti di animali da pelliccia alle specie selvatiche suscettibili. In particolare, ha valutato come “probabili” i fattori di rischio legati all’introduzione e alla diffusione del virus SARS-CoV-2 negli allevamenti di animali da pelliccia in Italia.

Foto di toadienaulls liberamente tratta da Pixabay

Michele Mattei

Nato a Tivoli nel 1994, dopo il diploma di maturità scientifica si è laureato in Comunicazione Pubblica e d’Impresa e in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo presso la facoltà di Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione dell’Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Appassionato di storia e aspirante giornalista, svolge attualmente attività di consulenza presso clienti pubblici e privati.