Wind Mobility, la rivoluzione della micromobilità

Wind Mobility, la rivoluzione della micromobilità

Dalle batterie intercambiabili alla certificazione Climate Neutral. La svolta green dei monopattini elettrici targati Wind.

In Italia sono attualmente in circolazione 42mila monopattini in sharing, autorizzati in oltre 30 città, per un totale di 10 operatori sul mercato. L’utilizzo medio di ogni singola corsa varia da città a città, con una media che si attesta su una percorrenza di 2,8km per circa 14 minuti di utilizzo.
Sono invece circa 500mila i monopattini ad uso privato, acquistati da un anno a questa parte grazie agli incentivi statali (eco bonus).

La micromobilità è in aumento ed entro il 2030 il settore dovrebbe valere circa 500 miliardi di dollari. La rapida crescita di questo mercato ha fatto impennare gli investimenti. Dal 2015, sono stati investiti più di 5,7 miliardi di dollari in startup di micromobilità a livello globale.

Wind Mobility nasce nel 2017 da un’idea di Eric Wang, che in passato ha conosciuto l’Italia grazie all’Erasmus Mundus (che lo portò a vivere per 7 mesi a Trento), offrendo il primo servizio di bike sharing della Germania, sotto il nome di BYKE. A seguito del successo della micromobilità in sharing, le città hanno apprezzato l’iniziativa e i monopattini sono arrivati in seguito, circa un anno dopo, come nuovo mezzo di spostamento agile per i viaggi di breve distanza in aree urbane.
La prima città ad aver ospitato i monopattini Wind è stata Parigi: di colore giallo sgargiante, oggi sono presenti in 10 città italiane e in altre 30 città in tutto il Mondo. Leader di mercato in Israele e presente perfino a Seul, i monopattini Wind Mobility si stanno affermando nel Belpaese, rappresentando una delle aziende più attive nel mercato italiano dello sharing.

La grande novità introdotta da Wind sono state le batterie intercambiabili.
Nelle prime fasi di crescita del settore, la maggior parte degli operatori utilizzava monopattini standard, destinati all’uso personale, con un basso ciclo di vita e senza batterie intercambiabili, il che ha reso necessario ritirare tutti i monopattini durante la notte per la ricarica.

Per rendere l’attività più eco sostenibile, Wind ha deciso di costruire il proprio monopattino appositamente per il mercato dello sharing. È più robusto e durevole rispetto ai modelli esistenti e questo ha permesso di ridurre notevolmente il “fattore furti”, dato che non possono essere utilizzati come pezzi di ricambio per altri monopattini presenti sul mercato. E’ quindi stato il primo operatore a includere una batteria intercambiabile, plasmando il settore attraverso l’innovazione e distinguendosi dalla concorrenza, non avendo quindi più necessità di ritirare la flotta in magazzino durante la notte per ricaricare le batterie. Wind ha puntato sui viaggi eco-consapevoli e sostenibili, facendo un passo in più rispetto alla concorrenza, assicurandosi che pratiche sostenibili siano incorporate in tutta l’attività, nelle operazioni di ricarica tramite veicoli elettrici, nella catena di approvvigionamento e nelle tecnologie di innovazione insieme al veicolo stesso.

Il modello Wind 3.0 è stato costruito per avere una durata superiore alla media, fino a 36 mesi e una doppia durata della batteria rispetto alla media del mercato, più rispettosa dell’ambiente, riducendo la frequenza di riciclaggio complessiva. Nelle operazioni locali Wind si concentra anche sulla circolarità, riutilizzando e riciclando i pezzi di ricambio per aumentare ulteriormente la durata complessiva dei monopattini e riducendo l’impatto ambientale.

“Usiamo anche energia rinnovabile per alimentare i nostri magazzini, così come furgoni elettrici e bici da carico elettriche per riparare i nostri monopattini” dice Saverio Galardi, Country Manager di Wind in Italia. “Inoltre, Wind è certificata Climate Neutral per le nostre operazioni del 2019 e stiamo attualmente compensando anche le nostre emissioni del 2020”.

Durante la pandemia Wind ha introdotto nuovi modi per consentire ai clienti di vivere un’esperienza di guida più sicura, sviluppando l’unica soluzione di casco completamente integrata del settore, consentendo agli utenti di sbloccare un casco tramite l’app Wind, come avviene a Verona.

Wind ha anche migliorato le operazioni e l’esperienza utente attraverso innovazioni software e e ora si trova nelle fasi di sviluppo della prossima generazione di monopattini Wind, il W4.0. Sebbene possa sembrare in contro tendenza rispetto ad altre aziende in tempi di crisi, Wind ha aumentato la propria forza lavoro di oltre il 25% durante la pandemia, concentrandosi in particolare sul servizio clienti per migliorare ulteriormente i tempi di risposta e l’esperienza dei clienti.

Wind Mobility in Italia
Da circa due anni a questa parte, Wind ha recentemente preso d’assalto il mercato italiano poiché le città di tutto il Paese sono desiderose di integrare soluzioni di micromobilità e i cittadini sono alla ricerca di nuove modalità di trasporto del primo e dell’ultimo miglio. Milano, ad esempio, ha recentemente annunciato uno dei progetti più ambiziosi d’Europa per riallocare 35 km di spazio stradale dalle auto ai monopattini, in bicicletta e a piedi.

Attualmente Wind opera in 10 città: dalle grandi metropoli italiane come Roma, Milano, Torino e Palermo, alle città più piccole come Bari, Verona, Trento, Parma, Modena e Monza. Come parte della forte attenzione all’Italia, Wind ha deciso di spostare il magazzino dell’Europa centrale da Francoforte a Milano, dove i veicoli vengono assemblati da team locali, ponendo così lo Stivale al centro del proprio business.

Redazione