Rete unica Tlc indietro tutta

Rete unica Tlc indietro tutta

Accordi di co-investimento ancora in alto mare, contendenti privati e pubblici in perenne conflitto, istituzioni che non sanno che pesci pigliare, due procedimenti di indagine avviati dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) e un’istruttoria aperta dall’Autorità antitrust (AGCM) per rischio di violazione delle norme sulla concorrenza. Senza contare i malumori manifestati sinora dalla Commissione europea sull’ipotesi di creazione di una rete unica.


Questa la situazione sul dossier “Rete unica”. Un bilancio imbarazzante per tutti i protagonisti, un anno dopo la firma, il 31 agosto 2020, di una lettera d’intenti, da parte di TIM e CDP, finalizzata alla realizzazione del più ampio progetto di rete unica nazionale (AccessCo), attraverso la fusione di FiberCop e Open Fiber.
Non aiuta il quadro regolatorio di riferimento.
Il nuovo “Codice europeo delle comunicazioni elettroniche” (EECC – Direttiva UE n. 2018/1972) contiene utili regole applicabili al caso di specie e la sua attuazione potrebbe contribuire a risolvere l’impasse che si è venuta a creare. Si tratta di norme che incoraggiano il co-investimento tra operatori, che favoriscono la presentazione di impegni pro-concorrenziali e che “premiano”, sotto il profilo regolatorio, la separazione della rete d’accesso.


Peccato però che la Direttiva doveva essere recepita in Italia il 21 dicembre dell’anno scorso, ma ad oggi l’iter legislativo si è incagliato e il riferimento normativo italiano è ancora quello del vecchio Codice del 2002. Già aperta, per la cronaca, la procedura di infrazione UE contro l’Italia.
E poi. Le due Autorità preposte a vigilare sull’operazione (AGCOM e AGCM) si sono armate di buona volontà ma, dopo un anno, ancora nessun atto formale è stato adottato in esito all’avvio delle tre menzionate procedure e probabilmente ci vorranno altri lunghi mesi (anni?) per avere un responso. Tre istruttorie parallele che rischiano di creare sovrapposizioni e incertezze sulle regole applicabili e sul futuro di questa operazione. Che fare dunque?
Innanzitutto, velocizzare l’iter approvativo del Disegno di legge di recepimento della Direttiva, per dotare l’Italia degli innovativi strumenti normativi introdotti dal Codice.


In secondo luogo, spronare le due Autorità a un più stretto coordinamento, per assicurare la certezza del diritto e un quadro normativo favorevole agli investimenti, nell’interesse del mercato e dei consumatori.


Un approfondimento di questi temi in “Mercato Concorrenza Regole – Vigilanza e impegni sulla rete unica. Una partita a due”, autore F. Dalle Nogare (https://www.rivisteweb.it/doi/10.1434/100915).

Redazione