TUTTI IN CORSA PER SALVARE LA TERRA

Dal docu- film di Emmanuel Cappellin alle parole di Guterres, corre l’impegno alla sensibilizzazione planetaria

Che il nostro Pianeta si trovi in enorme sofferenza e pericolo è ormai una verità di portata globale. 

I tentativi di incoraggiare comportamenti “sostenibili” in tutti i settori ed a tutti i livelli, sono sempre più numerosi! 

Si cerca di indirizzare le coscienze verso una maggiore consapevolezza di ciò che ci circonda… d’altronde la Terra è la nostra casa…e noi, beneficiari di un tale patrimonio, siamo i custodi della sua integrità! 

Dalle giornate per il clima, ai workshop a sostegno delle biodiversità, alle campagne di sensibilizzazione verso habitat ed animali, uno dei tanti modi per arrivare alla gente ed avere possibilità di esprimere non solo con parole, ma anche con immagini inequivocabili il disastro verso cui andiamo incontro, è quello dei docu-film, una forma sempre più diffusa di fare arte e diffondere quante più informazioni su temi socialmente ed eticamente rilevanti 

“Une fois que tu sais” (Una volta che lo sai) è l’ultimo lavoro, a tal proposito, di Emmanuel Cappellin regista e documentarista di fama internazionale, che ha studiato scienze climatiche ed ambientali alla McGill University di Montréal. 

Nel film Cappellin incontra alcuni tra i più importanti climatologi del mondo, sollevando così interrogativi che accompagnano a varie riflessioni: come possiamo, ad esempio, convivere con una situazione talmente critica e quali sono le risposte che tutti noi potremmo dare nella quotidianità? 

Considerando che non esiste modello climatico talmente attendibile da poterci assicurare con esattezza cosa accadrà in futuro, il focus si sposta sul contributo della collettività. Quest’ultima, come sottolinea il regista, è composta sempre più da veri e propri schiavi energetici ed è fondamentale, quando si vuole parlare di clima, parlare prima di energia! 

Già nel 1972 col rapporto The Limits to Growth (LTG), si prendeva atto di una crescita incontrollata in un regime di risorse limitate e la conseguente necessità di scelte ecologiche ed economiche sostenibili, per non arrivare ad un declino piuttosto improvviso ed incontrollabile, sia della popolazione che della capacità industriale. Parliamo di 40 anni addietro eppure quell’appello ad una crescita più lenta e ragionata, appare oggi più che mai attuale! 

Per questo, Une fois que tu sais, selezionato in oltre 30 festival internazionali, e che in autunno uscirà nelle sale francesi ed europee, costituisce un contributo importantissimo alla corsa verso la salvezza della Terra, così come anche lo è stato l’accorato intervento alla 76esima Assemblea generale delle Nazioni Unite, di Antonio Guterres, segretario dell’Onu che ha sottolineato l’urgenza di interventi concreti ed efficaci che allontanino, la sempre più prossima minaccia di un disastro naturale

Guterres ha parlato con chiarezza: “vediamo segnali di allarme in ogni continente e regione, temperature elevate; è scioccante la biodiversità che si perde, aria e acque sono inquinate, i disastri legati al clima sono evidenti”… ed ancora “sono qui per dare l’allarme, il mondo deve svegliarsi”… serve un taglio del 45% delle emissioni entro il 2030, eppure un recente rapporto dell’Onu mostra che le emissioni aumenteranno del 16% entro il 2030. Ciò ci condannerebbe ‘all’inferno’ di un aumento della temperatura di almeno 2,7 gradi rispetto ai livelli preindustriali“. 

Un ammonimento realizzato a poche settimane dalla 26esima Conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite “COP26” che si svolgerà a Glasgow dal primo al dodici novembre 2021 sotto la presidenza del Regno Unito. 

E mentre riprende a manifestare anche Fridays for Future, il movimento ispirato da Greta Thunberg, è bene ricordare come ognuno di noi, con le proprie scelte, può fare davvero la differenza

Articolo di Monia Strazzeri.

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