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Fino al 3/5 a Roma la mostra “IMPRESSIONISMO e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts”

In corso a Roma la mostra “IMPRESSIONISMO e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts” al Museo dell’Ara Pacis.

Luogo

Museo dell’Ara Pacis

Spazio espositivo (Via di Ripetta n. 180)

Orario

Dal 4 dicembre 2025 al 3 maggio 2026
tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 19.30
24 e 31 dicembre dalle ore 9.30 alle ore 14.00
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

Curata da Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi, che hanno selezionato 52 opere eccezionali dal museo americano, spaziando da Degas, Renoir e Cézanne a Van Gogh, Matisse, Picasso, fino alle vibranti avanguardie tedesche con Kandinsky e Beckmann.

Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e Sovrintendenza Capitolina, coprodotta con MondoMostre e supportata da Zètema Progetto Cultura, l’esposizione delinea un arco temporale cruciale dalla metà dell’Ottocento ai primi del Novecento, enfatizzando l’accessibilità per un pubblico ampio.

Dal Realismo alla Pittura Moderna

L’esposizione si apre con le fondamenta del Realismo e della vita moderna, incarnate dal “Nudo dormiente presso un ruscello” di Courbet, dove una figura contemporanea parodizza le ninfe tradizionali con una materia pittorica densa e terrena. Edgar Degas domina questa fase con capolavori come “La passeggiata a cavallo”, non finita e radicata nelle falesie normanne, “Danzatrici nella stanza verde” con prospettive giapponizzanti e asimmetriche, e ritratti intimi quali “Donna con la benda” – forse la sorella Marguerite – e “Ritratto di donna” con crisantemi, che fondono luce transitoria e linea ingresiana. Pierre-Auguste Renoir completa il quadro con la “Donna in poltrona” del 1874, pose informali e pennellate libere che catturano noia e spontaneità, anticipando le sue bagnanti e il “Pierrot bianco” del figlio Jean.

Post-Impressionismo: Solidità e Ritmo

La seconda sezione esplora la reazione all’Impressionismo puro. Paul Cézanne, con la “Montagna Sainte-Victoire” del 1904-1906 da un punto sopra Tholonet, usa pennellate larghe e diluite per una logica di sensazioni organizzate – coni, cilindri, sfere – contro l’eccesso sensuale. Vincent van Gogh arriva nel 1886 con il “Vaso con garofani”, influenzato da Delacroix e complementari verde-rosso, e matura in “Rive dell’Oise a Auvers” del 1890, dove tocchi ritmici animano una scena di svago moderno. I Nabis aggiungono sintesi decorativa: Odilon Redon con “Evocazione di farfalle” del 1910-1912, metamorfosi cromatiche; Maurice Denis con un manifesto oleografico per La Dépêche de Toulouse; Flix Vallotton nel “Donna nuda di profilo” del 1904, statica e umoristica; Pierre Bonnard nella “Donna con il cane” del 1924, incastri vibranti che traghettano la tradizione.

Fauve, Cubismo e Avanguardie Tedesche

Terza sala: Fauve e Cubismo. Henri Matisse propone la “Finestra” del 1916 a Issy-les-Moulineaux, geometrizzata con tendine e non-ti-scordar-di-me, in dialogo cubista; “Il caffè” con Laurette e Acha la Noire evoca harem marocchini; i “Papaveri” del 1919 vibrano renoiriani. Pablo Picasso spazia: “Testa di Arlecchino” del 1905 rosa, “Ritratto di Manuel Pallarès” protocubista del 1909, “Bottiglia di Anis del Mono” del 1915 sintetica con simboli personali. Juan Gris, Maria Blanchard e Amedeo Modigliani sintetizzano ritratti e nature morte; Chaim Soutine infiamma “Gladioli rossi” del 1919 ca. con steli contorti.

La quarta sezione illumina l’avanguardia tedesca: Max Pechstein in “Sotto gli alberi” del 1911 a Nida, bagnanti fauve; Vasilij Kandinskij nello “Studio per dipinto con forma bianca” del 1913, transizione astratta con troike; Erich Heckel nella “Donna” del 1919, ritratto post-bellico con sfondo edenico; Karl Schmidt-Rottluff in “Sera al mare” e “Natura morta. Cactus” del 1919; Emil Nolde con “Girasoli” del 1932, giganti sovrannaturali; Oskar Kokoschka nella “Veduta di Gerusalemme” del 1929-1930; Max Beckmann in “Natura morta con candele cadute” del 1929 e “Autoritratto in oliva e marrone” del 1945, vanitas e malinconia esilica.

Inclusione e Fruizione Aperta

Strumenti dedicati – contenuti accessibili, percorsi inclusivi – garantiscono a tutti di seguire questo filo dalla luce impressionista alla forma astratta, rendendo l’Ara Pacis viva testimonianza della modernità artistica.

Riferimenti

https://www.arapacis.it/it/mostra-evento/impressionismo-e-oltre-capolavori-dal-detroit-institute-arts