di F.P.

La Capitale continua a rappresentare uno dei principali poli dell’audiovisivo italiano. Dalla storia di Cinecittà alle nuove produzioni internazionali, il cinema è oggi anche industria, occupazione, innovazione e promozione del territorio.

Roma e il cinema hanno un rapporto che dura da quasi un secolo. Ma quello tra la Capitale e l’audiovisivo non è soltanto un legame con la storia e con la tradizione cinematografica italiana: è un sistema produttivo che continua a evolversi e che oggi comprende studi cinematografici, produzioni nazionali e internazionali, servizi tecnici, post-produzione, formazione e nuove forme di contenuto audiovisivo.

Al centro di questo sistema c’è Cinecittà, che rappresenta ancora oggi uno dei simboli più riconoscibili dell’industria cinematografica italiana e un punto di riferimento per le produzioni audiovisive.

Cinecittà, un hub per l’industria audiovisiva

Cinecittà non è soltanto un luogo della memoria del cinema italiano. Secondo la documentazione ufficiale della società, Cinecittà S.p.A. costituisce un vero e proprio hub di riferimento dell’industria audiovisiva nazionale, integrando attività industriali e funzioni istituzionali e culturali.

Gli stabilimenti romani mettono a disposizione delle produzioni teatri e locali accessori, scenografie e servizi di produzione esecutiva, oltre a servizi di post-produzione digitale e audio. A queste attività si affiancano iniziative culturali, museali e di valorizzazione del patrimonio cinematografico.

È questa capacità di concentrare in un unico ecosistema competenze, infrastrutture e servizi a rendere Cinecittà una componente strategica della filiera audiovisiva italiana.

Il ruolo degli studi romani si estende inoltre alle produzioni internazionali. La stessa Cinecittà individua negli stabilimenti un punto di riferimento per produzioni nazionali e internazionali e una delle eccellenze del Made in Italy nel settore audiovisivo.

Il cinema come industria

La dimensione economica del cinema e dell’audiovisivo è diventata sempre più rilevante. I dati diffusi nel 2026 dalla Direzione generale Cinema e audiovisivo del Ministero della Cultura descrivono un settore dinamico, capace di generare cultura, economia e occupazione e di produrre effetti significativi sui territori.

Per il 2026 il Ministero ha previsto un Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo. Una parte consistente delle risorse è destinata al tax credit, con una importante somma dedicata all’attrazione in Italia di investimenti cinematografici e audiovisivi.

Nel quadro degli interventi pubblici rientra anche il Progetto Cinecittà, inserito nel PNRR con l’obiettivo di migliorare la competitività dell’intero settore cinematografico e audiovisivo italiano. Il progetto coinvolge Cinecittà S.p.A. e la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia.

La trasformazione di Cinecittà va quindi letta all’interno di un progetto più ampio: rafforzare la capacità dell’Italia di attrarre produzioni, sviluppare competenze e infrastrutture e competere sul mercato audiovisivo internazionale.

Roma dentro una filiera regionale

Il ruolo della Capitale non può essere separato dal più ampio sistema audiovisivo del Lazio.

La Regione Lazio considera infatti il settore cinematografico e audiovisivo un fattore di crescita economica e culturale e uno strumento di promozione del territorio sulla scena internazionale. Secondo la Regione, la filiera dell’audiovisivo rappresenta la seconda industria del Lazio e il territorio regionale ospita la maggior parte delle imprese nazionali del settore.

Roma costituisce naturalmente il principale punto di riferimento di questo sistema, ma la strategia regionale guarda all’intero territorio.

Un esempio è rappresentato dal programma Lazio Cinema International, attraverso il quale la Regione sostiene la realizzazione di opere audiovisive internazionali con l’obiettivo di rafforzare la competitività delle imprese di produzione e, contemporaneamente, aumentare la visibilità internazionale delle destinazioni turistiche e dei luoghi di interesse culturale del Lazio.

Il cinema diventa così anche uno strumento di promozione territoriale: un film o una serie televisiva possono trasformare una location in una destinazione riconoscibile a livello internazionale.

Dalle grandi produzioni alle nuove realtà

La crescita dell’audiovisivo non riguarda però esclusivamente le grandi produzioni cinematografiche.

Il settore comprende oggi cinema, televisione, produzioni web, documentari, animazione, videogiochi e nuove forme di contenuto digitale. Anche le politiche nazionali di sostegno riflettono questa evoluzione: nel riparto del Fondo cinema 2026 sono previste risorse specifiche per opere televisive e web, produzioni audiovisive a contenuto videoludico, documentari, cortometraggi e animazione.

È una trasformazione che amplia il perimetro dell’industria audiovisiva e crea nuove opportunità per produttori, tecnici, autori, professionisti della comunicazione e imprese specializzate.

Per Roma significa poter contare su un ecosistema che non vive soltanto della realizzazione del tradizionale film cinematografico, ma di una filiera sempre più articolata.

Competenze e formazione

Un’industria audiovisiva competitiva richiede però anche competenze.

Il rafforzamento del settore passa quindi non soltanto dagli investimenti nelle infrastrutture, ma anche dalla formazione di nuove professionalità. Nel Lazio questo tema è collegato anche alla presenza di realtà dedicate alla formazione e alla crescita dei talenti, mentre a livello nazionale il Fondo cinema 2026 prevede importanti somme per il potenziamento delle competenze nel cinema, nelle tecniche e nei media di produzione e diffusione delle immagini e dei suoni.

Il futuro dell’audiovisivo romano dipenderà quindi dalla capacità di mettere insieme infrastrutture, investimenti, competenze professionali e innovazione tecnologica.

Una città che continua a essere un set

Roma possiede inoltre un patrimonio di luoghi e paesaggi urbani difficilmente replicabile. La città può offrire in pochi chilometri architetture storiche, monumenti, quartieri contemporanei, spazi industriali, aree verdi e ambientazioni capaci di rappresentare epoche e contesti differenti.

La promozione del Lazio come territorio cinematografico è infatti una delle linee sulle quali si concentrano le politiche regionali. Nel 2026 la Regione ha indicato tra le attività della Film Commission anche la promozione del territorio presso festival internazionali, produttori e professionisti del settore, oltre alla realizzazione di strumenti dedicati a location, maestranze e servizi logistici.

Il cinema diventa così una forma di racconto della città, ma anche un’attività economica capace di portare sul territorio produzioni, professionisti e pubblico.

Il futuro passa dall’internazionalizzazione

Uno degli elementi più interessanti dell’evoluzione del sistema audiovisivo romano è proprio la crescente dimensione internazionale.

L’obiettivo non è soltanto produrre cinema italiano a Roma, ma fare della Capitale un luogo nel quale possano trovare condizioni favorevoli anche produzioni provenienti dall’estero.

Il Progetto Cinecittà e le politiche di sostegno nazionali e regionali vanno in questa direzione, così come gli strumenti destinati ad attrarre investimenti cinematografici e audiovisivi internazionali.

Non è un caso che Cinecittà continui a essere utilizzata come luogo di incontro tra il sistema italiano e quello internazionale. Nel 2026, ad esempio, proprio negli studi romani si è svolto un incontro dedicato a Eurimages, il fondo del Consiglio d’Europa per il sostegno alla coproduzione cinematografica, con la partecipazione di oltre cento professionisti del settore.

Roma, oltre la nostalgia del cinema

Raccontare oggi Roma come capitale del cinema significa quindi andare oltre la celebrazione della sua straordinaria storia cinematografica.

La vera sfida è mantenere quella tradizione dentro un’industria che sta cambiando rapidamente.

Cinecittà, le imprese audiovisive, le istituzioni, le Film Commission, i centri di formazione e le nuove realtà produttive fanno parte di un ecosistema nel quale cultura e industria sono sempre più interconnesse.

Roma conserva il patrimonio di una delle grandi capitali mondiali del cinema, ma contemporaneamente sta costruendo le condizioni per continuare a esserlo anche nell’epoca delle piattaforme, delle serie, dei nuovi media e delle produzioni internazionali.

È proprio in questa capacità di unire storia e innovazione che si trova una delle principali caratteristiche del cinema romano: non soltanto una memoria del passato, ma una filiera produttiva ancora capace di guardare al futuro.

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