HiPay Italia: intervista a Paola Trecarichi

HiPay Italia: intervista a Paola Trecarichi

Dall’intervista a Paola Trecarichi, country manager di HiPay Italia, sono emerse numerose riflessioni sui cambiamenti in corso nello scenario digitale del nostro Paese

– Lei da oltre quattro anni ricopre il ruolo di VP Italia per HiPay, un payment provider di livello internazionale quotato alla Borsa di Parigi. Può descriverci brevemente quali sono i punti di forza che rendono HiPay una realtà leader nel settore?

HiPay è una piattaforma di pagamento omnichannel che consente ai merchant di migliorare il loro tasso di conversione, incrementare il loro fatturato, creando nuovi percorsi di acquisto. Proponiamo un ampio portfolio di metodi di pagamento in modo che l’e-commerce possa offrire al suo utente finale il metodo di pagamento preferito e abituale, tutte le transazioni sono in sicurezza sia per l’e-commerce e sia per l’utente grazie al nostro tool antifrode HiPay Sentinel, ultra customizzabile. Di  media si registra un conversion rate più alto del 30%!

Altro elemento fondamentale che contraddistingue la nostra piattaforma tecnologica è l’HiPay back office, questo permette la gestione univoca, operativa e finanziaria, delle transazioni accettate dall’e-commerce provenienti da più di 200 metodi di pagamento differenti e da 110 valute, con anche la riconciliazione finanziaria automatica delle stesse.

– Mai come in questo periodo gli e-commerce italiani necessitano di supporto per la gestione dei pagamenti digitali e della fatturazione elettronica, complice soprattutto la rapida crescita degli acquisti online. Secondo la sua esperienza, quali benefici può portare un gateway di pagamento globale ed innovativo ad un’attività commerciale?

Fino a qualche anno fa, quando un’azienda decideva di creare il proprio e-commerce la sezione dedicata al pagamento era vista come un tassello fondamentale ma a cui non si prestava molta importanza in termini di prestazioni.

In quest’ultimo periodo qualcosa è cambiato; infatti, molti e-commerce manager iniziano a comprendere il valore di un buon gateway di pagamento che è in grado di far la differenza nel business. Scegliere con attenzione il proprio payment provider anche in termini di innovazione porta dei vantaggi sia in termini di efficacia per quanto concerne l’ottimizzazione del conversion rate sia di efficienza: infatti automatizzando i processi operativi e di riconciliazione finanziaria è possibile eliminare l’80% del lavoro manuale del team finance, la piattaforma è in real time.

– Spesso quando si parla di processi di digitalizzazione ci vengono in mente le grandi aziende nazionali oppure internazionali e difficilmente riusciamo a pensare invece alle piccole imprese. Secondo lei, una piattaforma di pagamento come HiPay può essere indicata anche per le attività commerciali a livello locale?

Nel nostro Paese il processo di digitalizzazione deve coinvolgere soprattutto le piccole e medie imprese per reinventarsi ed entrare nel mercato online. La nostra soluzione tecnologica è indirizzata ad aziende strutturate, ma offriamo il nostro supporto ai negozi in franchising presenti su tutto il territorio. Infatti durante il periodo di blocco nazionale della scorsa primavera, HiPay Italia ha attivato il servizio M.O.T.O. (Mail Order Telephone Order) per le attività commerciali locali, permettendo anche alle piccole attività in franchising di far recapitare i propri prodotti grazie al pagamento telefonico.

– La recente emergenza sanitaria da Covid-19 ha modificato radicalmente le nostre abitudini, specialmente nel modo di fare acquisti. Di conseguenza, moltissime aziende del nostro Paese si stanno attivando per rispondere rapidamente al processo di cambiamento in corso. Vista la sua esperienza, quali consigli si sentirebbe di dare agli imprenditori per adattarsi nel miglior modo possibile alla trasformazione in atto?

L’emergenza ancora purtroppo in atto, ha permesso di accelerare la corsa all’online per molte aziende. Ai merchant consiglio l’attuazione di strategie di Unified Commerce così da connettere online e offline e far fronte alla nuova domanda dei consumatori italiani. Tra i servizi che hanno riscontrato un effetto positivo sui brand con cui collaboriamo è possibile citare il Click&Collect, un metodo sicuro e rapido se affiancato a corsie preferenziali per il ritiro in store.

Un altro elemento in grado di fare la differenza è il magazzino centralizzato: infatti, collegare il magazzino dello store fisico al proprio e-commerce permette una gestione più efficiente del flusso di entrate e uscite. Altro tema importante che ha riscosso molto successo nel settore moda sono i virtual appointment: fissare un appuntamento per una consulenza in negozio per evitare assembramenti o, in caso di lockdown, l’attivazione di consulenze online, è un servizio che permette di consolidare la fidelizzazione del cliente, colmando la mancanza del rapporto umano.

– Infine, vorrei chiudere questa piacevole conversazione con una piccola riflessione. So quanto possa essere difficile fare previsioni sul futuro, però vorrei chiederle lo stesso un pronostico sulla base delle sue conoscenze. Come potrebbe evolvere lo scenario dell’e-commerce in Italia e quali potrebbero essere i rischi per tutte le imprese che non prenderanno consapevolezza in tempo dell’importanza dei processi di digitalizzazione?  

Lo scenario e-commerce sta evolvendo positivamente con trend di crescita importanti. Stando all’analisi di Confartigianato, prima dell’emergenza solo il 10% delle aziende italiane era presente online, mentre adesso vi sono +122 mila imprese attive: infatti, se pre-Covid solo il 44% degli italiani acquistava online, post lockdown sono oltre 2 milioni i nuovi utenti digitali che si sono avvicinati e continuano ad apprezzare lo shopping online. Dati importanti che attestano la grande opportunità del digitale, che ogni azienda italiana deve cogliere per evitare il rischio di perdere una vasta fetta di consumatori e rimanere troppo indietro anche nella competizione.

Foto di ReaxionLab liberamente tratta da Pixabay

Michele Mattei

Nato a Tivoli nel 1994, dopo il diploma di maturità scientifica si è laureato in Comunicazione Pubblica e d’Impresa presso la facoltà di Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione dell’Università di Roma La Sapienza. Attualmente frequenta il corso di laurea magistrale in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo presso lo stesso dipartimento.