PIETRE D’INCIAMPO. QUANDO L’ARTE DIVENTA MEMORIA.

PIETRE D’INCIAMPO. QUANDO L’ARTE DIVENTA MEMORIA.

Pietre d’Inciampo: Gunter Demnig crea una “mostra diffusa” per non dimenticare. 

“Una persona viene dimenticata soltanto quando viene dimenticato il suo nome”…un passo del Talmud (testo che definisce la religione ebraica) preso in prestito da Gunter Demnig, uno tra i più noti ed interessanti artisti contemporanei, per spiegare il suo progetto delle “Pietre d’Inciampo” o Stolpersteine in tedesco. L’artista che quest’anno è stato insignito del titolo di Accademico d’Onore dall’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, proprio grazie alla suddetta idea, già da anni attraversa l’Europa per realizzare quella che è non solo una manifestazione di arte pubblica, ma anche un concreto ed importante impegno sociale. 

Ma cosa sono esattamente le Pietre d’Inciampo ? 

Si tratta di piccole targhe d’ottone lucente, posizionate innanzi alle abitazioni di vittime dell’ideologia nazi-fascista, con incisi il nome, l’anno di nascita, data e luogo della deportazione…ed anche la data di morte quando conosciuta. 

Dalla prima Stolpersteine, posta nel 1992 a Colonia, in Germania, per rammentare la deportazione dei rom e dei sinti nasce in Gunter Demnig il bisogno profondo di condividere una cultura della memoria, di creare qualcosa che costringa la gente a fermarsi, osservare, meditare…un inciampo metaforico, quindi, sulla propria possibilità di riflessione, al fine di ricordare tutti i martiri del Nazional-Socialismo che siano stati perseguitati per i più svariati motivi (religione, razza, idee politiche, orientamenti sessuali). L’artista ha sviluppato una vera e propria mostra diffusa dal sapore amaro sicuramente, ma che allo stesso tempo restituisce dignità ai tantissimi nomi di individui strappati alle loro case, ai luoghi delle loro attività, verso la tragedia di una marcia senza ritorno. Demnig, oggi ultrasettantenne, dalla data di quella prima “pietra”, non si è mai fermato trasportando i suoi sampietrini ed incastonando personalmente gli stessi nei selciati e nell’asfalto facendone così un progetto monumentale europeo…una storia da diffondere…piccole targhe luminose che fermano l’incedere frenetico degli uomini e li obbligano a donare un pensiero a quei nomi sconosciuti ed evocativi. 

Le pietre d’inciampo ad oggi installate , sono circa 70.000 in oltre 2.000 città di vari territori ( tra cui Croazia, Francia, Russia, Slovenia, Spagna, Svizzera…). 

In Italia la prima è stata posata a Roma nel 2010 ma ad oggi sono davvero numerosissime quelle ospitate dalle diverse regioni del nostro Paese, arrivando persino a varcare i confini del digitale! 

Grazie al progetto Instagram History, infatti, le storie di tanti deportati milanesi riportate dalla pagina milanopietredinciampo e condivise da molti tra i più popolari influencer italiani, hanno contribuito alla creazione di uno spazio social virtuoso per formare una cultura che non dimentica avvicinandosi anche ai più giovani. 

Un progetto quindi, quello delle Stolpersteine che sembra non volere interrompersi ma anzi, trovare nuova linfa nelle iniziative di chi ha compreso la grandiosità del pensiero di Gunter Demnig… della sua arte che diventa memoria…e della memoria che restituisce la vita attraverso il ricordo di tutti.

Articolo di Monia Strazzeri.

Photo by Caroline Attwood on Unsplash

Redazione