Palazzo Bonaparte a Roma ospita fino all’8 marzo 2026 la mostra più attesa dell’anno dedicata ad Alphonse Mucha, padre indiscusso dell’Art Nouveau. Oltre 150 opere raccontano l’intero percorso artistico del maestro ceco, in un viaggio immersivo tra manifesti teatrali, pannelli decorativi e illustrazioni che celebrano la femminilità eterna.
L’Artista e il Suo Mondo
Alphonse Mucha (1860-1939) rivoluzionò l’immaginario visivo della Belle Époque con linee sinuose, colori pastello e figure femminili avvolte da motivi floreali. Nato in Moravia, si affermò a Parigi grazie al manifesto per “Gismonda” di Sarah Bernhardt nel 1894, che gli valse un contratto esclusivo con la diva. Le sue creazioni, da calendari a pubblicità di profumi, trasformarono l’arte grafica in icona di eleganza e seduzione, influenzando moda, design e persino i tatuaggi contemporanei.
La mostra ripercorre le sezioni chiave della sua carriera: dalle muse parigine allo spiritualismo de “Le Pater”, passando per l’Esposizione Universale del 1900 e il ritorno in patria con l’Epopea Slava. Opere come “JOB” (1896), la serie “The Stars” (1902) e “Pietre Preziose” (1900) provengono dal Mucha Museum di Praga, dialogando con arredi Art Nouveau e fotografie d’epoca.
Dialogo tra Epoche
Un ospite d’onore rende l’esposizione unica: la “Venere” di Botticelli (1485-1490), prestata dai Musei Reali di Torino. Questo capolavoro rinascimentale, con la dea emersa da uno sfondo scuro in pose classiche, stabilisce un ponte ideale con le donne di Mucha, simbolo di grazia e forza. Il percorso integra anche Boldini con “La contessa De Rasty” (1879), Cesare Saccaggi e la “Semiramide” (1905), e reperti archeologici, evidenziando la continuità della bellezza femminile dall’antichità al Novecento.
L’allestimento sensoriale avvolge il visitatore con luci soffuse, profumi evocativi e musiche d’epoca, creando un’atmosfera onirica. Palazzo Bonaparte, nel cuore di Roma tra Piazza Venezia e Via del Corso, si conferma tempio delle grandi mostre dopo Monet, Van Gogh e Munch.
Significato
Questa retrospettiva non è solo un omaggio a Mucha, ma un invito a riflettere sulla bellezza come forza universale, capace di unire passato e presente in un trionfo di seduzione visiva. Imperdibile per amanti dell’Art Nouveau e della storia dell’arte.più dettagliato (prendi solo info dal pdf)
Alphonse Mucha: Un Trionfo di Bellezza e Seduzione a Palazzo Bonaparte
Palazzo Bonaparte a Roma, nel cuore di Piazza Venezia, si trasforma nel tempio dell’Art Nouveau ospitando dall’8 ottobre 2025 all’8 marzo 2026 la più ampia retrospettiva mai dedicata ad Alphonse Mucha. Nato a Ivančice il 24 luglio 1860 e morto a Praga il 14 luglio 1939, il maestro ceco rivoluzionò l’arte grafica della Belle Époque con oltre 150 opere esposte, tra manifesti teatrali, pannelli decorativi, calendari e illustrazioni. Prodotta da Arthemisia in collaborazione con Mucha Foundation e Musei Reali di Torino, la mostra è curata da Elizabeth Brooke e Annamaria Bava, con direzione scientifica di Francesca Villanti.
Il Percorso Artistico di Mucha
La mostra si articola in sette sezioni che ripercorrono l’intera carriera di Mucha. Nella prima, “Donne, Icone e Muse”, spicca il manifesto per “Gismonda” del 1894, realizzato per Sarah Bernhardt, che gli valse un contratto di sei anni come disegnatore e direttore artistico. La diva rimase affascinata dal formato alto, contorni fluidi e colori pastello che catturavano l’anima dei personaggi. Mucha utilizzò la fotografia come strumento creativo fin dal 1885, raccogliendo pose femminili nei suoi taccuini per opere come le “Pietre Preziose” del 1900.
La seconda sezione esplora lo spiritualismo: influenzato da teosofia e massoneria, Mucha entrò nel Grande Oriente di Francia nel 1898 e realizzò “Le Pater” nel 1899, interpretazione illustrata del Padre Nostro in 510 copie numerate. A Parigi, terza sezione, i suoi manifesti pubblicitari per profumi, liquori e biciclette invasero i muri della città, elevando l’arte commerciale con figure femminili ieratiche circondate da elementi naturali, preraffaelliti e xilografie giapponesi.
Ponti tra Epoche e Capolavori Dialoganti
Ospite d’onore è la “Venere” di Botticelli (1485-1490) dai Musei Reali di Torino, dea emersa su parapetto di pietra con veste trasparente e gesti pudichi ispirati alle Veneri romane. Dialoga con le donne di Mucha, linee sinuose e capelli fluttuanti che echeggiano menadi antiche e rinascimentali. La quarta sezione collega Botticelli a Mucha attraverso la bellezza femminile idealizzata, mentre la quinta integra opere come il rilievo con Menadi danzanti (I secolo d.C.), “Tre Grazie” di Pietro della Vecchia, “Venere Urania” di Siciolante da Sermoneta e Tiziano.
Boldini è rappresentato da “La contessa De Rasty” (1879) e ritratti della donna moderna, mentre Cesare Saccaggi presenta “Semiramide (A Babilonia)” del 1905, regina assira con influenze orientaliste, Secessione viennese e Dama di Elche. La “Madonna con il Bambino” di Giorgio Schiavone aggiunge tocchi antiquari eccentrici.
Ritorno in Patria e Eredità Universale
Sesta sezione: nel 1910 Mucha torna in Cecoslovacchia, crea francobolli e decora la Casa Municipale di Praga, culminando nell'”Epopea Slava” (1912-1926), venti tele monumentali finanziate da Charles Richard Crane, esposte oggi a Moravsky Krumlov. Negli USA tra 1904-1909 ottenne fama come “The World’s Greatest Decorative Artist”. La settima sezione celebra lo “Stile Mucha”: temi eterni come stagioni e fiori su calendari e oggettistica, rifiutando il modernismo per un’arte immutabile.
Riscoperta negli anni ’60 al Victoria and Albert Museum, influenza psichedelia, manga, street art e tatuaggi. L’allestimento immersivo include luci, profumi di Laura Bosetti Tonatto, musiche e arredi Art Nouveau per un viaggio sensoriale.
Informazioni
Aperta lunedì-giovedì 9-19.30, venerdì-domenica 9-21 (biglietteria chiude un’ora prima), con aperture festive speciali. Biglietti: intero 18€, ridotto 17€ (over 70, 11-17 anni), audioguida inclusa.
Prenotazioni su www.mostrepalazzobonaparte.it o T +39 06 87 15 111.












