Riconosci (e ama) il tuo prossimo: tra strategia psichica e connessioni umane

di Emanuele D’Innella


Tutto nasce da un incontro nato per motivi di lavoro: la condivisione degli spazi professionali nello stesso palazzo si è progressivamente trasformata, con il tempo, in una sincera amicizia. È proprio da questo legame con Fabrizio Paratore, autore del libro “Riconosci (e ama) il tuo prossimo – Manuale di Strategia Psichica attiva”, che ha preso forma un percorso di profonda riflessione sulla natura umana e sulle dinamiche relazionali.

Le nostre conversazioni hanno presto superato il semplice racconto delle vicende quotidiane — dalle situazioni aziendali ai momenti di conflitto — per spingersi a indagare le potenzialità, sia positive che negative, insite in ogni individuo. Abbiamo esplorato come la convivenza tra il bene e il male dentro di noi sia costantemente guidata dalle scelte personali, le vere determinanti del nostro modo di stare al mondo.

Il nostro dialogo si è sempre fondato su una totale libertà espressiva e sull’assenza del timore di mostrarci vulnerabili, uniti dalla condivisione di valori imprescindibili quali l’etica, il rispetto, l’empatia, la professionalità e la schiettezza. Insieme abbiamo riconosciuto l’importanza dell’istinto e delle emozioni, prestando però grande attenzione affinché queste non degenerassero mai in pregiudizio.

Proprio in merito al rischio del pregiudizio, consigliai a Fabrizio la lettura di “Pensieri lenti e veloci” di Daniel Kahneman, un saggio fondamentale per comprendere come gli automatismi e i bias inconsci influenzino le decisioni umane molto più della pura razionalità. È un’opera che, non a caso, in passato avevo donato a due magistrati con approcci diametralmente opposti — un “tipo 1” e un “tipo 2”, per utilizzare proprio le categorie descritte nel libro di Fabrizio. Le loro diverse reazioni (in un caso, decisioni basate pesantemente sui pregiudizi) mi hanno confermato come questo rischio possa insinuarsi persino in quei contesti istituzionali che richiederebbero il massimo rigore, equilibrio e imparzialità.

Senza accorgercene, attraverso questi confronti abbiamo codificato un vero e proprio metodo, umano e professionale, basato sull’ascolto profondo e sulla consapevolezza che i giudizi affrettati finiscono inevitabilmente per alterare la percezione della realtà. Questo approccio si è rivelato prezioso anche sul campo: assistendo clienti coinvolti in situazioni conflittuali, i principi di lucidità ed empatia maturati nelle nostre riflessioni, uniti alla grande sensibilità e capacità relazionale di Fabrizio, hanno spesso permesso di creare un clima di fiducia e di favorire soluzioni decisamente più costruttive e umane.

In conclusione, il saggio di Fabrizio Paratore ci consegna un messaggio di grande potenza: comprendere il prossimo non è un semplice esercizio di osservazione, ma un autentico percorso di consapevolezza reciproca. Riconoscere davvero l’altro significa inevitabilmente riconoscere anche una parte di sé stessi. L’autore ci insegna magistralmente che la tutela di noi stessi (la ricerca di una “difesa per proteggersi da condizioni avverse o eventi esterni minacciosi”) non si pone affatto in contrasto con l’amore verso gli altri. Al contrario, ne rappresenta la forma più matura ed equilibrata: solo preservando la propria integrità interiore, infatti, si è in grado di offrire al prossimo un rapporto autentico, finalmente libero da paure, dipendenze o illusioni.

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