Roma, 20 ottobre 2026 – La sicurezza stradale come responsabilità collettiva, la mobilità sostenibile come opportunità per ripensare gli spazi urbani e la tutela delle persone più vulnerabili come priorità delle politiche di prevenzione. Sono stati questi i temi al centro del convegno “Sicurezza Stradale, Mobilità Sostenibile e Fragilità”, svoltosi oggi presso la Plenaria Marco Biagi di Villa Lubin, sede del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), in collaborazione con la Consulta nazionale per la sicurezza stradale e la mobilità sostenibile.
Ad aprire i lavori è stato Massimiliano Monanni, segretario generale del CNEL, che ha introdotto i temi della giornata, richiamando l’importanza di promuovere una cultura della sicurezza e della prevenzione capace di coinvolgere istituzioni, cittadini e tutti gli attori della mobilità.
A seguire, il professor Francesco Riva (Coordinatore della Consulta Nazionale per la Sicurezza stradale e la Mobilità sostenibile) ha richiamato l’attenzione sul valore dell’impegno istituzionale e sociale a tutela delle persone in condizioni di fragilità, ricordando in particolare l’importanza del contributo offerto per l’approvazione della legge sull’oblio oncologico. Un passaggio che ha evidenziato il valore di un approccio alla fragilità fondato sulla dignità della persona, sulla tutela dei diritti e sul contrasto alle discriminazioni.
Nel corso degli interventi, Marco Ancora, responsabile del Dipartimento Cultura di CIU Unionquadri, ha approfondito il rapporto tra mobilità e vita quotidiana, sottolineandone l’importanza per il mondo del lavoro, dello studio e dello sport. La possibilità di spostarsi in modo sicuro, efficiente e accessibile rappresenta infatti una condizione essenziale per favorire la partecipazione alla vita professionale, garantire l’accesso alle opportunità formative e consentire a tutti di praticare attività sportive. La mobilità, in questa prospettiva, non è soltanto una questione infrastrutturale, ma un fattore che incide concretamente sulle opportunità individuali e sull’inclusione sociale.
La tutela degli utenti più vulnerabili
Il convegno ha posto particolare attenzione alle condizioni di sicurezza di pedoni, ciclisti e utenti vulnerabili, con uno sguardo specifico rivolto a bambini e anziani. Si tratta di categorie che, nell’ambito della mobilità quotidiana, possono incontrare maggiori difficoltà e risultare maggiormente esposte alle conseguenze degli incidenti stradali.
L’iniziativa ha offerto l’occasione per riflettere sui principali fattori di rischio, anche alla luce dei cambiamenti demografici, dell’evoluzione della mobilità urbana e della diffusione di nuove modalità di spostamento. Una trasformazione che rende sempre più importante progettare strade e spazi pubblici accessibili, inclusivi e sicuri per tutti.
Prevenzione, educazione e innovazione
Un altro elemento centrale del confronto è stato il valore di un approccio integrato alla sicurezza stradale. La prevenzione non può limitarsi al rispetto delle regole, ma deve essere accompagnata da percorsi di educazione stradale, da una progettazione urbana inclusiva e dall’impiego responsabile dell’innovazione tecnologica.
Il contributo delle istituzioni, degli esperti, delle associazioni e dei rappresentanti del mondo scolastico e socio-sanitario rappresenta, in questa prospettiva, una componente essenziale per sviluppare strategie efficaci e promuovere comportamenti consapevoli.
La sicurezza della mobilità riguarda infatti l’intera comunità: dalle scelte di pianificazione urbana alle abitudini individuali, ogni elemento può contribuire a ridurre i rischi e a migliorare la qualità degli spostamenti quotidiani.
Una responsabilità condivisa
Rendere le città più sicure significa non soltanto ridurre gli incidenti, ma anche garantire a ogni persona la possibilità di muoversi con maggiore autonomia, dignità e fiducia.
Il convegno promosso nell’ambito delle attività della Consulta nazionale per la sicurezza stradale e la mobilità sostenibile del CNEL ha riportato al centro del dibattito una sfida che coinvolge istituzioni e società civile: costruire un sistema della mobilità capace di coniugare sostenibilità, accessibilità e tutela della vita umana.
Un obiettivo che richiede continuità nell’azione, collaborazione tra i diversi soggetti coinvolti e un impegno concreto affinché la sicurezza stradale diventi sempre più una componente essenziale della qualità della vita e della convivenza nelle nostre città.

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