Il quotidiano “Il Giornale” ha recentemente pubblicato un interessante articolo del Prof. Maurizio Mensi il quale fa presente che una app sarà utile solo se si faranno tamponi e test sierologici a tutte le persone a rischio.
«L’esperienza internazionale (Corea del Sud, Taiwan, Singapore, Israele) dimostra che un’app da sola serve a poco, se non è parte di una strategia sanitaria basata in primis sulla rilevazione dei positivi con tamponi e analisi sierologiche. Un’app del genere non può sostituirsi, ma deve affiancarsi ad altri strumenti. Il rischio è affidarsi a un soluzionismo digitale fuorviante e illusorio. Si attribuiscono proprietà salvifiche alla tecnologia mentre questa è solo parte di una strategia che deve comprendere l’utilizzo massiccio di tamponi, lo screening della popolazione e il distanziamento fisico».
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