Riaprire le centrali a carbone? No, grazie.

Riaprire le centrali a carbone? No, grazie.

Legambiente presenta un pacchetto per liberare l’Italia dalla dipendenza delle fonti fossili. Ed evitare così un assurdo ritorno alle centrali a carbone.

La guerra scoppiata tra Russia e Ucraina ha portato in primo piano anche il grande tema energetico. L’Europa e l’Italia dipendono dalle fonti fossili, eppure esiste già una strada da percorrere, totalmente green e sostenibile.

Eolico offshore e a terra, fotovoltaico sui tetti, agrivoltaico, biometano, accumuli, pompaggi, reti, efficienza in edilizia e per le industrie, pompe di calore e poi la creazione di un fondo di garanzia per le famiglie per incentivare l’efficientamento energetico e la diffusione delle comunità energetiche rinnovabili. Sono questi per Legambiente i pilastri da mettere al centro di un piano e un pacchetto energia serio e concreto, green e sostenibile, se davvero si vuole frenare la dipendenza dal gas, ridurre i costi in bolletta di famiglie e imprese e soprattutto accelerare la transizione energetica senza dare il via ad una nuova e insensata corsa al carbone e approvvigionamenti di gas da altri paesi, come sta emergendo in queste ultime ore.

Un messaggio che l’associazione ambientalista lancia oggi in maniera chiara a diretta al Presidente del Consiglio Mario Draghi, ma anche alla Commissione Ue che in queste ore sta affrontando la questione crisi energetica, sottolineando come la crisi climatica non guardi in faccia a nessuno come ribadito oggi anche dall’Onu con il suo ultimo rapporto IPCC. Per questo è fondamentale che alla base di questo piano energetico sostenibile ci sia anche lo stop ai sussidi ambientalmente dannosi.

“È evidente – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambienteche questo conflitto Russia-Ucraina sia legato alla dipendenza dalle fonti fossili, che non solo continua ad alimentare guerre ma non ci permette di esercitare in maniera indipendente il ruolo di mediazione e dialogo che l’Europa e l’Italia avrebbero dovuto esercitare per la pace. Di fronte a quanto sta dunque accadendo, torniamo a ribadire che è ora di dire basta a questa insensata e inutile corsa al gas. Il Governo abbia il coraggio di prendere la decisione giusta che serve al Paese, ossia quella di puntare davvero su rinnovabili, efficienza e autoproduzione, varando le necessarie semplificazioni e definendo una strategia energetica che vada nella direzione di quanto proposto da Elettricità Futura di Confindustria sull’autorizzazione entro l’estate di nuovi 60 GW di rinnovabili da realizzare nei prossimi 3 anni. È assurdo pensare di riaprire le centrali a carbone, e su nuove forniture di gas provenienti dall’estero.

“Come ci ricorda l’ultimo rapporto IPCC, presentato oggi, l’ambiente è sempre più fragile, aumentano gli eventi estremi con gravi conseguenze sull’umanità e sulla biodiversità e con danni per moltissime comunità del pianeta che stanno pagando a causa della dipendenza dalle fonti fossili. Serve un’immediata inversione di rotta mettendo in campo un’ambiziosa azione climatica in grado di dimezzare le attuali emissioni entro il 2030. Solo così sarà possibile mantenere vivo l’obiettivo vitale dell’Accordo di Parigi di mantenere il surriscaldamento del pianeta entro la soglia critica di 1,5°C. Anche l’Europa e l’Italia devono fare la loro parte. Bisogna agire con decisione prendendo però le decisioni giuste a partire dall’eliminazione dei sussidi ambientalmente dannosi, stimabili nel nostro Paese, complessivamente, in 35,7 miliardi di euro”.

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Michele Mattei

Nato a Tivoli nel 1994, dopo il diploma di maturità scientifica si è laureato in Comunicazione Pubblica e d’Impresa e in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo presso la facoltà di Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione dell’Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Appassionato di storia e di sostenibilità, attualmente scrive articoli per diverse testate e si occupa di volontariato con il Servizio Civile Nazionale in ambito sociale, culturale e ambientale.